TOBEY MARK

"S.T."

Artista:
Titolo:
Anno: 1967
Tecnica: Tempera e pastelli su carta (Monotipo)
Dimensione: 24x34 cm
Documentazione

Certificato di autentica del Comitato Mark Tobey

Descrizione

Importante opera realizzata da Mark Tobey negli anni ’60. Con la tecnica del monotipo (a tempera e pastello), il maestro riesce a far emergere tutta la potenza espressiva della sua poetica. La celebre “calligrafia”, vero marchio di fabbrica del grande pittore americano.

Status: Disponibile
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TOBEY MARK

Mark Tobey (Centerville, 1890 - Basilea, 1976), fu l’artista americano a mettere a punto la cosiddetta “scrittura bianca”, un registro pittorico ben più pacato rispetto al vigore che caratterizzava la gestualità di Pollock, con il quale Tobey condivideva il medesimo humus astratto. Un accentuato senso di intimità e la presenza di una forte componente spirituale – legata alle scelte personali dell’artista, fra cui la conversione alla fede Bahá’í – regalano ai suoi lavori un’originalità assoluta. Scopre sin da giovane la passione e l’attitudine al disegno, in cui si cimenta partendo dalla copia delle copertine delle riviste e dai disegni di ritratti per le illustrazioni di cataloghi. Dal 1906 al 1908 frequenta i corsi che l'Art Institute of Chicago. Nel 1911 abbandona Chicago per trasferirsi nel Greenwich Village di New York, deciso ad essere disegnatore di moda. La sua prima personale è del 1917, ma già l’anno successivo, con la sua conversione alla fede Baha’i, la sua pittura va alla ricerca di una dimensione spirituale. Dal 1922 è a Seattle per insegnare alla Cornish School of Allied Arts e qui comincia a studiare la calligrafia cinese. In questi anni il suo talento viene progressivamente riconosciuto e diventa un pittore ricercato: comincia, infatti, a ritrarre numerose e importanti personalità dell’epoca. Tra il 1920 e il 1940 compie diversi viaggi in Oriente: prima in Cina, poi in Giappone dove apprenderà l'arte calligrafica che farà partecipare ai suoi lavori tramite la creazione della White Writing, scrittura bianca, cioe' la stesura pittorica di simboli calligrafici - bianchi o colorati di luce - su uno sfondo astratto, a sua volta composto da minuscole pennellate che si intrecciano fra loro. ; e in Medio-Oriente dove ha la possibilità di visitare i santuari Bahá'í. Nel 1935 libera nei quadri la "scrittura bianca", segno preponderante che gli fara' raggiungere importanti mete espositive come la Willard Gallery di New York (1944), il Palace of the Legion of Honor di San Francisco (1951), la Galerie Jeanne Bucher di Parigi (1955), la Biennale di Venezia (1958) e il Muse'e des Arts De'coratifs di Parigi (1961), enfatizzando soprattutto gli aspetti trascendentali della sua arte. Ritorna in Inghilterra, poi di nuovo negli Stati Uniti dove hanno luogo alcune importanti esposizioni. Nel 1958 Mark Tobey riceve il primo premio alla Biennale di Venezia, che lo porterà definitivamente in Europa. Nel 1961 il Louvre gli dedica un’esposizione personale di 300 opere: è Tobey il primo artista non francese ad essere ospitato in una sede tanto prestigiosa. Nel 1974 a Washington presso la “National Collection of Fine Arts”, che fa parte del “Smithsonian Institution”, viene organizzata una mostra intitolata “Hommage à Mark Tobey” con circa 70 opere. Di recente, la sua opera è stata oggetto di una grande retrospettiva tenutasi a Venezia, presso la Peggy Guggenheim Foundation.

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