FESTA TANO

"Piazza del popolo"

Artista:
Titolo:
Anno: 1986
Tecnica: Acrilico su tela
Dimensione: 60x90cm
Status: Disponibile
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FESTA TANO

Tano Festa nasce a Roma il 2 novembre 1938. Nel 1952 si iscrive all’Istituto d’Arte in via Conte Verde a Roma e si diploma nel 1957 in “Fotografia Artistica” con il professore Alberto Libero Ferretti. Questi racconta come Festa fosse attratto soprattutto dagli effetti della reazione chimica, che si ottengono in camera oscura gettando l’acido direttamente sulla carta fotografica. Fin dagli inizi i compagni di Tano Festa sono i coetanei , Mario Schifano e Franco Angeli, e altri poco più giovani come Renato Mambor e Sergio Lombardo. Con loro maturò un’amicizia destinata a durare a lungo, un sodalizio che si estese ad altri giovani artisti, Giosetta Fioroni, Cesare Tacchi, Jannis Kounellis, Mario Ceroli, Umberto Bignardi, e che segnò una stagione felice dell’arte a Roma. Cesare Vivaldi in un articolo comparso nel 1963 su “Il Verri” riconobbe un’affinità di espressione a questa compagine di artisti che definì: “Giovane scuola di Roma”. L’epiteto ebbe anche una diversa e ben nota declinazione in: Scuola di Piazza del Popolo, dal nome della piazza dove artisti e letterati erano soliti incontrarsi, intorno ai tavoli del Caffè Rosati o nella sede della galleria La Tartaruga. Fin dagli inizi Tano Festa scrisse poesie, un’attività marginale rispetto alla pittura, ma praticata per tutto il corso della sua vita, così come costante fu il suo interesse per la letteratura e per i poeti, come Sandro Penna, che fu un suo intimo amico. Si racconta che nel 1955 Festa regalasse poesie ai passanti sulla scalinata di piazza di Spagna, scritte su fogli illustrati dall’amico Ettore Sordini. Nel 1959 Tano Festa approda alla galleria La Salita di Gian Tomaso Liverani, all’epoca una delle sedi espositive più prestigiose a Roma per l’arte contemporanea. Espone, inizialmente, in una collettiva, insieme a Franco Angeli e a Giuseppe Uncini. “Fin dalle sue prime esperienze”, è scritto di Tano Festa nel cartoncino distribuito in occasione della mostra, “ha rivelato particolare interesse verso alcune tendenze del surrealismo astratto europeo e americano”. Negli anni '60 accoglie le soluzioni new dada, proponendo isolati oggetti monocromi di uso quotidiano. Famose sono le persiane, gli specchi e le finestre, che diventano supporto della sua attività da pittore. Dal 1963 Festa si sofferma anche sui maestri della tradizione italiana e del Rinascimento, in particolare il Michelangelo della Sistina e delle Cappelle medicee, interpretati come immagini pubblicitarie (Da Michelangelo, n. I, 1966, collezione privata), ("Dal Peccato Originale n. 2", 1966, collezione privata). Viene invitato a partecipare alla Quadriennale di Roma del 1965. Dopo un difficile periodo di scarsa creatività e di deludente riconoscimento da parte della critica, è invitato alla Biennale di Venezia del 1980. Durante gli ultimi anni della sua fulminante esistenza, nei luoghi della periferia romana, delle baracche e delle ultime hosterie fuoriporta concepisce, partorendo 'la luce d'Egitto', opere geometriche-concettuali. Muore a Roma nel 1988 dopo una lunga malattia.

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